Scoperta una nuova e strana forma di materia, che potrebbe rivelare cosa è successo dopo il Big Bang

29/01/2019 - Admin
Schematic of the experiment. Credit: RIKEN
Schematic of the experiment. Credit: RIKEN

Una scoperta che potrebbe fornire nuove informazioni sull’origine della massa nell’universo dopo il Big Bang. A farla gli scienziati di un team internazionale impegnato sull’esperimento E15 del Japan Proton Accelerator Research Complex di Tokai in Giappone.  La collaborazione – in parte finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale nell’ambito del Protocollo esecutivo di cooperazione scientifica e tecnologica Italia – Giappone – è riuscita a dimostrare sperimentalmente, per la prima volta, che in seguito all’interazione di un kaone  col nucleo di un atomo di elio-3 (un isotopo dell’elio composto da due protoni e un neutrone), eliminando il neutrone, è possibile generare un nucleo strano esotico, contenente due protoni e un mesone K legato.

I mesoni K – particelle quantistiche che hanno normalmente il compito di tenere uniti protoni e neutroni nei nuclei degli atomi – sono diventati di recente un importante argomento di ricerca, che potrebbe fornire spunti su misteri quali l’origine della massa e il fenomeno quantistico di “confinamento del colore”.

Il ricercatore giapponese Masahiko Iwasaki, leader del gruppo, ha dichiarato, “Si apre un modo completamente nuovo di guardare e capire i nuclei, perché si è dimostrato che i mesoni k possono esistere nel nucleo come particelle reali e non solo virtuali: come uno zucchero che non si dissolva nell’acqua”.

“Comprendere questi nuclei esotici ci fornirà intuizioni sull’origine della massa e nuove idee per interpretare – ad esempio – le stelle di neutroni”, spiega la ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati Catalina Curceanu. “Nel frattempo, all’acceleratore DAFNE dei LNF-INFN sta per partire l’esperimento SIDDHARTA-2, che ha come obiettivo una miglior comprensione dell’interazione nucleare forte in sistemi con stranezza”.

La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Physics Letters B, Volume 789, 10 February 2019, Pages 620-625, ed è già oggetto di attenzione dalla stampa scientifica internazionale

 



Fonte: C. Curceanu (INFN)

Paese: Italia, Giappone

SSD: 02 - Scienze fisiche