Iperattivita’ e medicine contro l’Alzheimer

18/10/2018 - Davide Bruno

In un articolo recente pubblicato  su The Conversation  il ricercatore italiano Davide Bruno –  Senior lecturer in Psychology alla Liverpool John Moores University discute il potenziale ruolo dell’iperattività neuronale nel trattamento dell’Alzheimer con medicine che attaccano le placche senili.

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La malattia di Alzheimer è associata ad un accumulo di placche nel cervello chiamato beta amiloide. Si pensa che queste placche determinino una perdita di neuroni, che causa i classici sintomi della malattia – compresa la perdita di memoria. La maggior parte delle medicine per l’Alzheimer sono state sviluppate per fermare la formazione di queste placche o per aiutare a rimuoverle. Fino a poco tempo fa, i tentativi di sviluppare farmaci anti-amiloidi per trattare la malattia di Alzheimer erano stati accolti con cauto ottimismo. Gli esperimenti su modelli animali del morbo di Alzheimer hanno infatti avuto successo, riducendo le placche. Ma quando gli stessi farmaci sono stati testati sugli esseri umani, i risultati sono stati deludenti. I sintomi della demenza non scompaiono e la memoria non migliora. Questa mancanza di risultati positivi è stata scoraggiante, non solo per le persone con la condizione e quelle a loro vicine, ma anche per i ricercatori, molti dei quali hanno messo in dubbio che l’accumulo di placche è la causa della malattia di Alzheimer.

foto  KGH – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=552916


Fonte: https://theconversation.com/alzheimers-disease-dont-give-up-on-plaque-busting-drugs-just-yet-103072

Paese: Gran Bretagna, Stati Uniti d′America

SSD: 06 - Scienze mediche